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Si è costituito a Modena un gruppo di donne, mamme e famiglie che si è reso attivo per chiedere chiarimenti in merito alla negazione dell'erogazione da parte dell'Ausl del servizio di parto a domicilio (L.R. 11 agosto 1998 n.26 Norme per il parto nelle strutture ospedaliere, nelle case di maternità e a domicilio). Una delle azioni del gruppo è quella di inviare alle istituzioni competenti una lettera di richiesta chiarimenti e una raccolta firme per il ripristino del servizio che fino a circa un anno fa è stato attivo e funzionante.

Di seguito il testo della lettera. E' possibile firmare la petizione on line:

 http://www.petizionepubblica.it/?pi=P2012N24530

 

 

Provincia di Modena, 02/05/12

ALLA CORTESE ATTENZIONE DI:

Michela Zuffrano COORDINATRICE DEL GRUPPO REGIONALE SUL PARTO A DOMICILIO

Corrado Melega COORDINATORE DELLA COMMISSIONE REGIONALE PER IL PERCORSO NASCITA

Mariella Martini DIRETTORE GENERALE DELL’ASSESSORATO ALLA SANITA’ E POLITICHE SOCIALI DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA

Paolo Accorsi RESPONSABILE PARTO A DOMICILIO PROVINCIA DI MODENA

 

Oggetto:

Richiesta di chiarimenti in merito alla negazione dell’erogazione diretta del Servizio di parto a domicilio da parte dell’Azienda USL di Modena (L.R. 11 agosto 1998 n.26 Norme per il parto nelle strutture ospedaliere, nelle case di maternità e a domicilio)

Gentilissimi Michela Zuffrano , Corrado Melega, Mariella Martini, Paolo Accorsi

siamo un gruppo di mamme che desidera sapere come mai in questi ultimi tre anni, dal 2010 circa,

le nostre domande per espletare il parto a domicilio

attraverso

l’erogazione diretta del Servizio da parte dell’Azienda USL di Modena

siano state nella maggior parte rifiutate per mancanza di personale.

 

Sappiamo che in altre città della regione Emilia Romagna, come Reggio e Parma, il servizio funziona. Ci chiediamo quindi come mai nella nostra provincia non sia così, oggi. Sappiamo che prima del 2010 alcune mamme hanno vissuto questa esperienza attraverso il servizio AUSL con ottima soddisfazione per la professionalità, la diligenza, la passione delle ostetriche coinvolte. La soddisfazione delle partorienti era dovuta alla organizzazione del servizio di parto a domicilio organizzato dalla struttura AUSL di Modena che ha tutelato in quelle occasioni il benessere psico-fisico della donna e del nascituro durante la gravidanza, il parto ed il puerperio (Comma 1 art. 1). Grazie al servizio svolto dalle volonterose ostetriche del servizio AUSL, queste mamme si sono sentite, in occasione della loro gravidanza, accompagnate e garantite dalla professionalità di queste persone, vivendo un’esperienza di parto ricca di crescita personale e umana e il periodo di puerperio, che è il tempo più delicato, dove la diade madre-figlio e la coppia genitoriale sono più bisognosi di sostegno, ma anche vulnerabili e fragili, nella tranquillità del loro sostegno.

Ci dispiace non poter vivere anche noi, oggi, questa esperienza e sentirci in obbligo di scegliere, come unica soluzione alternativa, per il parto a domicilio per prestazioni in regime libero-professionale con i costi aggiuntivi che questi prevedono e di fronte ai quali non necessariamente le famiglie potrebbero essere in grado di far fronte. Vorremmo far notare che la Regione rimborsa fino ad un importo massimo di 1278,81 €, ma non lo garantisce nel caso in cui la donna sia costretta, anche per motivi gravi di salute sua e del bambino, a recarsi in ospedale per espletare il parto riconoscendo in questo caso un rimborso forfettario fino ad un massimo di 300 €. Ci sembra che in questo modo si crei una forma di discriminazione per cui il diritto del parto a domicilio diventa realizzabile solo per coloro che se lo possono permettere economicamente, come se fosse un ideale romantico per pochi eletti invece che un diritto e una possibilità per favorire il graduale superamento della ospedalizzazione generalizzata in cui la donna, debitamente informata sull’evento e le tecniche da adottare, liberamente può scegliere di partorire: a) nelle strutture ospedaliere; b) nelle case di maternità; c) a domicilio (Comma 1, art. 2) come afferma la Legge Regionale.

Certe che abbiate colto l’interesse a migliorare un servizio pubblico che riteniamo in grado di essere all’altezza del compito richiestogli, dato che in passato è stato proprio così,

porgiamo cordiali saluti in attesa di un vostro riscontro scritto.